Ispirati dal grande artista Alighiero Boetti e dai suoi arazzi, gli alunni di terza hanno creato composizioni per raccontare di se stessi.
Disegno di biglie trasparenti effetto tridimensionale, colorate con pastello nero, bianco e grigio . Ringraziamento per indicazioni smms_studio_art
Per realizzare queste ballerine ispirate a Degas, abbiamo preso spunto dal sito Arteascuola.com e dal suo bellissimo post "Collage ispirato a Degas con video tutorial".
Le attività che vengono proposte su questo sito appassionano sempre gli studenti e i risultati sono davvero assicurati .
In preparazione alla visita della bellissima mostra su Kandiskij, a Rovigo presso palazzo Roverella, abbiamo realizzato un laboratorio in classe dedicato a questo grande artista.
Per la nostra esercitazione abbiamo scelto una sequenza di forme e linee che abbiamo disegnato nel nostro foglio disponendole nello spazio in modo personalizzato.
Affascinati dalla tecnica del pastello ad olio, ecco un'altra esercitazione realizzata in classe con successo. Un cielo illuminato dall'aurora boreale con cervi e renne che contemplano lo spettacolo.
Per realizzare questi disegni ci siamo ispirati a questi video tutorial di Art Arena.
Ispirati dai tramonti sul nostro Delta del Po, popolati da aironi e gazzette, i ragazzi delle terze hanno realizzato in classe queste esercitazioni con i pastelli ad olio.
Partendo da un quadrato, ritagliarne dei pezzi e assemblarli per comporre nuove forme: che cosa rappresenteranno? Bravissimi e ricchi di immaginazione gli alunni di terza.
Nuove e libere interpretazioni di un tema classico proposto alle classi terze: Il Viandante sul mare di nebbia di C.D.Friedrich. Ecco i capolavori.
L'esercitazione, è stata complessa, ma è stata portata a termine con successo dagli alunni.
Un'attività che piace sempre, specialmente ai ragazzi di terza: scrivere il proprio nome o l'abbrevazione di esso in stile graffiti su muro.
La partenza era inizialmente prevista per il giorno 9, ma era stata rinviata a causa del vento forte di Bora, pericoloso alla navigazione del traghetto.
Questo rinvio aveva deluso un po’ i ragazzi, poiché questa sarebbe stata la loro prima uscita in tre anni di scuola a causa della pandemia.
Quando ormai il viaggio sembrava spostato alla primavera, un raggio di sole di tepore autunnale ha riacceso a metà settimana, non solo metaforicamente, l’organizzazione per il sabato.
Con lo scuolabus, la scolaresca ha raggiunto l’imbarco a Marina di Porto Levante dove ha incontrato la guida naturalistica Isabella Finotti del WWF, Dismo Milani, presidente dell’Associazione “Le Dune odv” e il Consigliere Nicola Marinelli, delegato all’Ambiente e all’Ecologia del Comune di Porto Viro.
Il servizio di trasporto per raggiungere lo Scanno è stato offerto dal “Rifugio Il Ghebo”, che ha calorosamente accolto i visitatori mettendo a disposizione la propria struttura.
Dopo un primo momento di saluti e di presentazione del programma, i ragazzi, divisi in due gruppi hanno iniziato, seguendo le guide, a scoprire la biodiversità dell’isola, la sua storia e anche alcune curiosità legate al luogo.
L’isola un tempo era abitata da diverse famiglie, per lo più dallo stesso cognome Cavallari che ha dato origine al nome dello Scanno.
Poi a causa della subsidenza, dell’abbassamento del suolo e del modificarsi della linea della costa, la superficie dello Scanno si è notevolmente ridotta e l’isola è stata abbandonata.
Attualmente misura circa 5 chilometri di lunghezza e 250 metri di larghezza.
Da alcuni anni le sue bellezze naturali, la sua spiaggia selvaggia e il suo mare sono stati riscoperti e valorizzati grazie al lavoro e all’impegno profuso dal Ristorante Rifugio Il Ghebo, che durante il periodo estivo assicura ai turisti accoglienza e ristorazione.
Ma lo Scanno è bello da scoprire anche in altre stagioni, quando la tranquillità della natura è coccolata dall’ ondeggiare del mare come nella magnifica giornata di sole che abbiamo trovato.
I ragazzi hanno potuto osservare le piante cosiddette “pioniere” che permettono la formazione delle dune e l’importanza dei grandi tronchi portati dal fiume durante le piene che consentono ad altre specie di essere protette dai venti.
Sulla spiaggia è possibile vedere i resti di un fortino della seconda guerra mondiale e ciò ci racconta dell’importanza dell’isola come punto strategico militare in alto Adriatico.
Dopo una lunga passeggiata sulla spiaggia e sfidando con arrampicate le dune costiere, ritornati al Rifugio i partecipanti hanno potuto sedersi e ristorarsi con i panini preparati dai gentilissimi gestori de “Il Ghebo”.
Una bella foto di gruppo per ricordare la bellissima giornata, i saluti di commiato e la risalita sul traghetto-navetta per il ritorno verso scuola: un velo di malinconia è apparso sui volti dei ragazzi assieme al desiderio però di poter ritornare ancora a visitare l’isola per vederla magari nella sua veste primaverile ed estiva.
Si ringraziano per l’organizzazione dell’uscita didattica il “Rifugio El Ghebo”, l’associazione “le Dune odv”, il WWF, l’Amministrazione Comunale di Porto Viro e il Consigliere Delegato Nicola Marinelli, che hanno permesso di conoscere il territorio del Delta del Po, con questa esperienza didattica significativa molto apprezzata dai ragazzi e dai docenti.
Fare delle fotografie sorprendenti attraverso l’uso della prospettiva forzata non è impossibile e non richiede particolari competenze e strumenti.
La prospettiva forzata è una tecnica che si avvale dell’illusione ottica di far sembrare un oggetto più lontano a noi in primo piano, facendolo apparire più o meno grande di quanto non sia in realtà.
Quello che ci serve è creatività, una macchina fotografica, un aiutante, l’ambiente e il momento perfetto per manipolare la scena con abilità e, soprattutto, con fantasia.
Ai ragazzi di terza sono stati mostrati degli esempi di immagini con la prospettiva forzata scattate da loro coetanei di una scuola americana, impegnati anche loro nella didattica a distanza.
Hanno preso spunto e scattato foto con la prospettiva forzata molto creative.Eccone alcune.